L'arte insegna all'uomo la responsabilita' della creazione.
Quando diventa una preghiera, la divinita' interiore e' risvegliata.

Satvat

giovedì 17 maggio 2012

Attesa

Satvat - Illuminazione del chiardiluna - acrilico su tela 2012
Attesa

Sono appeso a uno scampolo di destino
intarsiato nell’ala irrespirabile dell’attesa
ritraggo ami furbeschi di pensiero:
non è il caso di sperare ancora.
Consumo quanto mi è rimasto dell’illusione
sgranando un rosario di riflessione
di cui ogni seme è un fiore immanifesto
che riscatta l’orgoglio del giardino.
Questo cuore alita una scansione divina
qui lontano nell’Altrove
l’ Oltrespazio mi richiama
in attesa che null’altro attende
e vorrei ancora soddisfare l’inesprimibile
segnando il geroglifico segreto
ultima maschera
che l’attesa ricopre come neve.

mercoledì 16 maggio 2012

Eterno ritorno

Satvat - Idra danzante (rigenerazione) - acrilico su tela 2012

Eterno ritorno

Il liquore amaro dell’apocalisse
rastrella il cervellotico computo dei giorni
come foglie secche dal prato
sparse ancora dal vento di tempesta
e non so credere al manifesto di rami avvizziti
che propaganda una prossima Primavera.
Bisogna scendere all’umile terra
impastandosi con primitive materie
giù nel sacello interno verminoso che ingrassa
i granuli secchi delle semenze
farsi nulla
per filtrare con l’acqua in profondità inaccessibili
più dentro
per fiduciarsi nell’abbraccio Madre del prima.

Lascia che sia l’ineluttabile mistero
non chiedere
ritrovando il sorriso che galleggia sul gorgo:
solo ricordo vergine nel momento
dov’è impossibile temere
dov’è assente la prova
a volo d’angelo sospeso nel tuffo solitario
che espande nel cuore di ogni cosa.
Soprattutto non difenderti dalle trombe di Gerico
che incalzano il fiato tremendo dell’Inverno
lascia incrinare gli orpelli ghiacciati per alleggerirti
torna alla calda radice
nella tana di volpe nell’Anima
dove il focolare è acceso nell’occhio
dove s’avvilupano sospiri come germogli
-    e  si allungano senz’ombra
trovando la Via naturale.

lunedì 14 maggio 2012

Immagini del mio intervento a MEDITARTE




Tu proprio io inconoscibile

Satvat - Alchimia della visione - acrilico su tela 2012
 Tu proprio io inconoscibile

Un viatico silenzioso
immobile
sui fili spumosi del ricordo
e dell’assenza.

Tu che scorri
nel fuoco segreto
del mio sangue
Tu che sussurri all’orecchio
verità senza suono
Tu che resti presente
nella riserva al di là del tempo
-    Con ineffabile sorriso d’astro nascente
Tu
proprio io inconoscibile
rivela l’intima dolcezza
-    Come sboccio imprevisto e saggio
sorprendimi sino a liberarmi
dai vincoli dell’inchiostro
sulla pagina vergine dal destino.

Continuerò a narrarmi
-    Con schegge baluginanti del Creativo
-    Ammantandomi con il vello d’oro del mio mito
invitando amici
ad accarezzare il mio animale-pensiero
che balza come fiamma
dalla stalla ignota del Cielo
scorrendo nei caldi ritmi del Sud
mischiandosi alla polvere
santificandola con la bava profumata
di divino fervore
per lasciare forme ammiccanti
come pietre miliari dell’Altrove.

In questo Tu mi guidi
con delicata possenza
-    Per sempre estranea più vicina di un’amante
con primaverile languore
che frusta il giro arcobalenante della giostra
con squarci cristallini nel manto pietroso
-    In cui perdersi a capofitto nella trasparenza
con la domanda da prima del tempo
a  cui risponde il sorriso pieno-di-vuoto di Monna Lisa.

Ricordandomi di te
-    Proprio io inconoscibile
mi risveglio
assente
nell’Eterno.

sabato 12 maggio 2012

Oltreconfine n. 5


Sul nuovo numero della rivista di spiritualtà, arte e letteratura OLTRECONFINE è pubblicato il mio scritto su Van Gogh insieme a molti altri articoli interessanti, in particolare sulla Cabala.

Per informazioni e per reperire la rivista

mercoledì 9 maggio 2012

E' possibile (?)

Satvat - Viaggio della visione - acrilico su tela, 2012
Vorrei il mio viaggio con pace
e con amore
e libero fluire pollinoso nell'aria
e coltivare con gioia
sempre
lo sboccio dei fiori di loto
e compagni di strada
con occhi limpidi
e linguaggio a volo d'uccello
moltiplicati nelle esperienze.
E doni di semi
per piante sussurranti
e armi morbide
per annullare il nemico
(nella propria non-esistenza)
mai al di fuori di noi stessi
che non possano nuocerci.

E vorrei fosse amore
che ci corrisponde
non ideologie o parole
a specchio di insoddisfazioni o paure.
E' tanto bello
e in crescita di sole nascente
quando sucede.

E' possibile (?)
che desideri
e sogni
e naturali esigenze d'amore
siano argentea vibrazione collettiva
con coda di diverse meravigliose utopie
così che sia forza lo sguardo
e la carezza
e lo spazio dell'incontro.

E' possibile (?)
che il colore vinca definitamente
il grigiore in noi stessi
e lo scorrere dell emozioni l'aridità
e il gioco il bisogno d'essere schiavi
in qualche modo
e la fantasia la ripetitività
e la gioia del corpo
la paura di noi stessi
e il sentirci
la paura d'essere soli.

E' possibile (?)
che il sogno lucido vinca
lo stare alle regole corrotte
del triste gioco altrui.


Dai suoi meandri misteriosi, la mia libreria ha restituito questa poesia che avevo scritto nel 1978, toccandomi con la sua attualità.

sabato 5 maggio 2012

Genius loci

Satvat - Genius loci - acrilico su tela, 2012
In questo nuovo dipinto  ho inteso rendere omaggio alla città che mi ospita, Orvieto, e nello stesso tempo riflettere sul significato dell'ispirazione e della creazione artistica.

Tradotta dall'immaginazione, la cittadina medioevale si staglia sulla rupe di tufo, emergendo da una fluida natura silvestre. I suoi animali totemici, l'oca e il leone, manifestano anche una mia personale riflessione simbolica: in particolare, l'oca, che scaturisce come genio dalla lampada, cinge il pittore trasferendogli il potere immaginativo. Ho inteso raffigurare questo animale anche come citazione del koan zen sull'oca nella bottiglia.

Il pittore dipinge il suo quadro, mentre le volute dei colori dilagano oltre la tela librandosi nel cielo e congiungendo il Sole alla Luna. Sul ponte sottile della congiunzione vi è l'occhio di Horus, simbolo della visione, che trova corrispondenza con la sapiente cultura etrusca. Sopra il capo del pittore ho disegnato un imbuto, a significare la qualità ricettiva dell'ispirazione. Sembra anche che sia il pennello a disegnare il duomo, poiché ogni artista creativamente spirituale partecipa all'universalità formativa dell'Arte.

Il grappolo d'uva che sta appeso alla tela non solo caratterizza Orvieto, che è nota per il suo vino, inoltre allude al nettare estatico dell'arte e della vita.