L'arte insegna all'uomo la responsabilita' della creazione.
Quando diventa una preghiera, la divinita' interiore e' risvegliata.

Satvat

giovedì 7 giugno 2012

Il segreto nostro


Il segreto nostro

Cantami  di silenziose promesse
discensioni musicali giù dalla vetta
leggere di piuma cangiante
come manna spumosa
a deliziare il cuore.
Il segreto nostro è questo
con cui gioca ogni bambino
lascialo andare nel vento
cosicché giunga all’orecchio
germinando nuove canzoni
generando voglie sensuali
d’impastare materie  nella brillantezza
tornando ancora al picco
della prima memoria.

Quando son pieno della mia voce
inutilmente frugo i cespugli
tenendo in petto il sasso caldo di nostalgia
cercando di distillare il liquore
sondando con l’unghia nella ruvida crepa
per trovarne almeno una goccia.
Ho invocato la pioggia
ma territorio dell’io è il deserto:
arsura l’annunciata condanna
quando ingurgito la mia ombra
esponendo lanugine della ferita.
Meglio rinunciare a volere
stendendosi al sole a disfare l’appello
come il gatto allungato nel mezzogiorno
né assopito né desto
dimentico e pronto all’improvvisa farfalla.

venerdì 1 giugno 2012

Quando cala la sera

Satvat - La divina trasparenza

Quando cala la sera
qui nell’anima
vado a ritroso sulle orme minerali
giù nei tortuosi anfratti
oltre la tana fredda del serpente
-          le spire soffocanti del pensiero
cerco l’alcova interna
tessuta di pelo soffice e caldo
assente allo sguardo ma odorosa
di  umore resinoso e di muschio
arrotolata come onda che pesca profonda
traendo impulso dall’ancheggiante abisso.
Inciso il sigillo dell’Oltrespazio
mi addormento vegliando
dimentico me nel ricordo
sedotto dal calore animale del prima
masticando semi d’arcobaleno
come latte succhio un flusso di note
sfiorando l’arpa d’argento
seppellita nella polvere.

lunedì 28 maggio 2012

Creatività

Satvat - Così come sbocciano i fiori

Amo restare assorto
all’ombra del mio spirito
nella matura foresta
di licheni fluorescenti
tra gli alti fusti ondeggianti
rapiti in volute celesti
ebbri di linfa torrenziale
che giunge da espirazioni minerali
da spaziosi verdi recessi laggiù
ove monta il fuoco salino
d’effervescenza rispondente al richiamo.

Amo avvilupparmi nei fili di seta
fatti per ingioiellare
splendide gocce di rugiada
preso nell’elettrizzante carezza
che sbozzola l’anima mia
da ogni approdo dell’onda
frusciando in mare aperto
sulla cresta dei venti.

Ti dirò come viene:
viene fremendo nelle vene del drago
aurora spumeggiante nel miele
singulto tiepido di farfalla
abbecedario della divina ignoranza.

Ti dirò come viene
perché è anche il tuo diritto:
viene come ladro nella notte
come esca del profumato abisso
viene spremendo il seno Madre
compensando la fame antica
inanellando il ricciolo lucido dei capelli
mentre si poppa
la silenziosa nutriente vertigine
dell’attesa.

Ti dirò come viene
l’eredità nostra
che riscatta la tara della progenitura:
viene come vela senza battello
come fuoco di sterpi senza fumo
profumato d’incenso
viene nel Sole che asciuga le ombre
dove l’immobile pulsante lucertola
beve il calore sacro
singhiozzando smeraldi nella gola
per intonare il canto estivo
che ogni stella conosce
e ogni lucciola
ma noi abbiamo scordato.

giovedì 24 maggio 2012

Antidoto

Satvat - Universal web: basic istinct
Qual'è il sintomo più gravoso che contraiamo dal vivere questo scorcio di tempo frantumato, macinato dalla tirannia globalizzata che stritola le nostre vite negando ogni autenticità, ogni dignità ed ogni giustizia? A mio parere è una forte nausea, e purtroppo l'uomo non creativo tenta di allontanarsi da ciò che lo disgusta solo divenendo insensibile. Comunque, quale che sia la vostra risposta, in ogni caso ne risulta uno stesso malessere che non si può sopportare senza troppi danni.

Questo avvelena la nostra anima e il nostro sangue, rendendoci depressi, timorosi, reattivi, poveri di energia e di fiducia. Così dimentichiamo come si vive davvero e come si ama, implodendo in sacche buie di non-essere dove inconsciamente si aspira al suicidio. Però così non si può stare, aggiogati a questa malattia invalidante; dobbiamo trovare l'antidoto a tutto il veleno che ci fanno trangugiare. Non siamo effettivamente privi di risorse, ma dobbiamo nutrirle recuperando capacità e autostima.

Perciò oggi più che mai vale quanto disse Ray Bradbury - riguardo alla scrittura - ossia che con la carenza dell'impegno creativo "quello che succederebbe è che il mondo vi raggiungerebbe e proverebbe a disgustarvi. Se voi non scriveste tutti i giorni, i veleni si accumulerebbero, e voi cominciereste a morire, o a fare pazzie, o entrambe le cose. Dovete essere ubriachi di scrittura, in modo che la realtà non possa distruggervi". Infatti ogni pratica creativa - in ogni espressione dell'arte - trasforma alchemicamente la psicologia dell'uomo, elevandolo da servo espropriato a creatore ricco d'ispirazione.

Si potrebbe obiettare che i veri problemi sono più prepotentemente pragmatici, però quando si è ammalati si deve prima di tutto guarire, recuperando così le energie senza le quali non si può affrontare responsabilmente alcun problema. E per quella che è la mia esperienza, la pratica della creatività è la miglior medicina.

martedì 22 maggio 2012

Laboratori creativi a Orvieto - ART&VITA


Sto avviando dei nuovi laboratori creativi, di pittura e di scrittura. Le modalità sul seguente link:

Corso di Cristalloterapia



Verso la metà degli anni ’70, mentre stavo aspettando una svolta significativa del mio destino, mi trovai in un laboratorio orafo dove  i banchi da lavoro erano costellati da pietre multicolori, pronte per essere montate. Fu un vero satori, la chiamata che stavo aspettando e che ancora mi accompagna. Ero già pittore e amavo viaggiare nei mondi del colore, così mi accorsi all’istante di quei colori palpitanti, vivi e luminescenti, che rendevano i cristalli simili a scrigni variopinti in cui la Natura Maestra aveva celato chissà quali segreti. Ne fui stregato, e da allora mi occupai di decifrare quel mistero. 

A quel tempo mancava ancora un’esplorazione cosciente della cristalloterapia, e come informazioni trovai solo delle leggende medioevali in biblioteca, folcloristiche ma poco significative. Dovevo quindi sperimentare di persona, trovando il mio modo originale per comprendere e liberare le segrete energie occluse nei cristalli. Li sognavo la notte, e cominciavano a parlarmi. Imparai a conoscerli come fratelli e, mentre apprendevo le tecniche antiche dell’oreficeria per poter narrare le loro storie, iniziai farne i miei compagni di meditazione. Sono stati alleati preziosi per aprire le porte della percezione, per amplificare l’energia, per viaggiare sulla Via dei simboli, per curare. 



Quando la cristalloterapia divenne di pubblico dominio, e quindi diveniva facile trovare quanto all’inizio avevo fortemente cercato, scoprii che ero già stato investito della maestria dei cristalli, credo in virtù della mia totalità e dell’amore.  Allora iniziai a insegnare, per ampliare lo splendente cerchio dell’energia, e molti amici venivano a Heliotropio – il centro di meditazione  che gestivo a Roma insieme a Meera – per condividere le entusiasmanti esperienze con i cristalli. Ho intensamente operato come cristallo terapeuta per molti anni, e nel 1999 ho pubblicato il mio libro Cristalli, il Potere della Luce – Edizioni del Cigno. In qualità d’artista, ho anche sperimentato le potenzialità dei cristalli nell’arte spirituale, realizzando con questi moltissimi gioielli, sculture e totem personali, per trasmetterne le virtù con massima efficacia; a volte li ho anche inseriti nei miei dipinti.

Tutto questo mi rende consapevole e grato per l’aiuto energetico che la materia sublimata del cristallo, magica ampolla della Luce, può donarci, al fine di elevare le nostre frequenze per un maggior benessere e per una più brillante consapevolezza.


Il mio prossimo corso di cristalloterapia si svolgerà presso ART&VITA – Orvieto (TR)
Il 16 e 17 Giugno 2012

Per informazioni e iscrizioni consultare il sito
oppure scrivere a info@satvat.it

Ps: è possibile partecipare anche alla singola giornata del 16 Giugno, completando eventualmente il corso in una data successiva

venerdì 18 maggio 2012

Richiamo

Satvat - Mosaico esistenziale - acrilico su tela 2012

L’ingresso all’Eden è senza porta
architettura tonda d’orizzonte
che annulla la distanza
bacio piumato che deterge la fronte.

Non è un giardino cintato
un orto da coltivare
non c’è verso di sognare
solo fremito d’ali di Ricordo
senza il ricordante
e tiepido lume di fresco mattino.

Abbracciami nella notte
dal pertugio segreto celato nell’ombra
cola il tuo miele dalle mie ferite
sgorga zampillo di tenerezza abissale
blandendo il distacco dei giorni
mostrando la santa parola
che richiama il Tuo nome.

Ho inteso chiamarti
scuotendo il nocciolo di terra
tintinnando il sonaglio del cuore
aprendo vie di picco innevato
ho forse scordato
che il tuo nome mi chiama
attendendo da me l’eterna risposta.