L'arte insegna all'uomo la responsabilita' della creazione.Quando diventa una preghiera, la divinita' interiore e' risvegliata.Satvat
giovedì 9 ottobre 2014
Attesa
Attesa
Sono appeso a uno scampolo di destino
intarsiato nell’ala irrespirabile dell’attesa
e ritraggo ami furbeschi di pensiero:
non è il caso di sperare ancora.
Consumo quanto mi è rimasto dell’illusione
sgranando un rosario di riflessione
di cui ogni seme è un fiore immanifesto
che riscatta l’orgoglio del giardino.
Questo cuore alita una scansione divina
qui vicino nell’Altrove
l’ Oltrespazio mi richiama
in attesa che null’altro attende
e vorrei ancora soddisfare l’inesprimibile
segnando il geroglifico segreto:
ultima maschera
che l’attesa ricopre come neve.
Satvat
giovedì 2 ottobre 2014
Il primo Peradam
Uno scrittore in crisi, i personaggi sulfurei de Il Maestro e Margherita, Henry Miller, realtà e immaginazione che si specchiano, una donna tormentata, un uomo accusato ingiustamente, un amore ostacolato, ordinaria follia e evocazione del potere creativo.
Il tutto ben mixato e scaldato a bagnomaria nell’ispirazione. Ecco servita una strepitosa scrittura stregata, che è buona per sognare ancora e risvegliare l’Anima.
Questa è la copertina del mio nuovo libro, il primo della speciale collana Peradam, che è in corso di pubblicazione.
martedì 30 settembre 2014
L'ultimo dipinto di Wu Tao
Il sole sta scendendo dietro i picchi aguzzi, spargendo nel cielo un appassionato rossore che infiamma le nuvole vaganti senza meta. Come pregustando la notte ormai prossima, la valle inizia a coprirsi, là in fondo, con un mantello di nebbia leggera. L’uomo siede sul suo masso preferito, una pietra larga e piatta a cui la sua immaginazione ha conferito l’anima di una tartaruga antica come il mondo. Da lì sopra, Wu Tao, il pittore pazzo, ha la sensazione d’assaporare una prospettiva ancestrale, come se il fatto di stare su quel seggio magico, scolpito nei millenni dagli elementi, lo ponesse nel centro originario della creazione. A godersi lo spettacolo delle forme della natura, quasi che queste fossero internamente sospinte da un incerto fremito primordiale, ancora non pienamente formate, almeno non concluse, perciò sature di forza e mistero. Infatti la sua mente, sospesa, non le fissa né le compone insieme interpretandole nell’ovvio, cosicché ogni cosa sembra balzare all’istante dal Nulla, ignota e sorprendente.
Da ogni parte un agguato alla sua anima che si scuote beatamente nello stupore. Contemplando il rovo intricato e flessuoso, egli segue le nervature di una calligrafia atavica che decanta l’Origine del mondo senza spiegazione plausibile; eppure la visione ha il prodigio dell’illuminazione, a cui partecipano le molte ragnatele che, sulla pianta, lampeggiano al ritrarsi del sole. Nel giardino costeggiato dall’alto bambù, molte pietre dalle forme bizzarre, impresse dalla Natura, giocano con le loro ombre disegnando draghi e altre possibili creature fantastiche. Sono l’unica collezione del pittore, che le ha incontrate, scelte e amate nel corso della sua vita; le ha disposte con la cura del giardiniere, in modo che fiorissero di sempre nuove immaginazioni, rispondendo ai giochi della luce, all’azione degli elementi e all’alternarsi delle stagioni. Non di rado egli ci conversa, come con gli amici più cari; ma ancor meglio sono sentinelle silenziose che lo distolgono dal torpore, pilastri immarcescibili di un mondo caro ed ineluttabilmente effimero.
Il suo mondo semplice, minuto e intimo, sprofondato nella vastità mozzafiato del paesaggio, là dove fiorisce il susino e si ascolta il sussurro argentino del ruscello. Questo tutto partecipa pienamente alla sua vita con sublime indifferenza, fluendo nel mutamento che governa naturalmente questo luogo della quiete, celebrata nel vivere quotidiano con la presente-assenza della meditazione. Ma esso è anche teatro di pericolosi duelli di pennello che, come spada, traccia con il sangue dell’inchiostro la demarcazione tra la morte e la vita.
Il pittore sa che la pittura dipende dalla danza impeccabile del suo polso per essere viva, e che il suo polso dipende dall’istinto sovrumano del suo cuore, e che questo dipende dalla capacità di morire nel relativo per rinascere nell’assoluto. Egli sa che lui stesso, prima ancora del suo dipinto, deve liberarsi interiormente dalla finitezza, affinché dal fondamento della forma dipinta possa scaturire l’eco immortale della libera immensità. Se ciò avviene, allora né il fiume yin né la montagna yang sono finiti dal pennello come cosa morta, bensì restano fluidi, viventi nel Sogno originario da cui provengono tutti i fiumi e tutte le montagne. Potenti nell’indefinibile verità del Tao.
Questo è il miracolo che Wu Tao prega da lungo tempo, da quando ha appreso ad accarezzare intensamente col pennello carico d’inchiostro la carta sottile e bianca simile alla pelle di una donna, come questa sensibilissima cassa di risonanza. Infatti la carta risponde con spietatezza femminile, incapace di mentire, amplificando umoralmente sia le virtù che le pecche del sentimento virile del pittore; si lascia docilmente fecondare dal segno nutriente e ispirato, tanto quanto reagisce con macchie inconsulte e irreparabili al gesto rozzo o titubante.
Riguardo a questo, Wu Tao ha imparato a danzare come un amante esperto, signore del pennello sicuro; agitandolo con impeto saggio, sa come attivare le mille semenze fluide celate nell’inchiostro per dare vita alle creature della sua immaginazione: i raffinati elementi del paesaggio, qui una tigre fiera sulla roccia, là un’aquila ebbra del volo, e anche un possente dragone che affiora dalle nubi. Egli ha studiato come cogliere il flusso del mutamento pure nelle cose inerti, come una pietra, una casa e ogni altro oggetto, poiché in nessun modo è possibile dipingere una cosa priva di vita.
Tuttavia, il sentimento empatico e vitale che il pittore prova nella contemplazione interiore di ciò che intende ritrarre non riesce ad innescare pienamente l’esercizio formativo del pennello. Così ogni cosa dipinta, pur con somma perizia, resta piatta sulla carta, incapace di librarsi poiché ha appena l’apparenza della vita; nonostante il lungo apprendistato, lo studio continuo e le sue inesauste meditazioni, il pittore riesce solo a comporre un mondo fastoso e attraente, ma popolato da cadaveri. Egli pensa questo quando si lascia prendere dallo sconforto; altre volte riconosce alle sue creature una vita limitata e spettrale entro i confini del foglio. Inutilmente i suoi amici e i molti ammiratori della sua arte si dichiarano entusiasti; lui continua a cercare il segreto della vita, macinando sulla pietra da inchiostro le proprie speranze e amarezze.
Dopo essersi dato generosamente nel giorno, il sole è quasi completamente tramontato, scomparendo per rigenerarsi. Come lui, Wu Tao è stancato dai molti anni vissuti sull’onda alta della sua energia e anela al riposo nel grembo oscuro del Tao, tornando all’Origine. Eppure, prima di lasciare le sue membra, il suo giardino e la sua pittura, vorrebbe saper rendere questa immortale, almeno una volta. In modo da comprendere il segreto sfuggevole del Tao che conduce al palazzo degli Immortali, la più alta realizzazione del destino umano.
Dopo essersi dato generosamente nel giorno, il sole è quasi completamente tramontato, scomparendo per rigenerarsi. Come lui, Wu Tao è stancato dai molti anni vissuti sull’onda alta della sua energia e anela al riposo nel grembo oscuro del Tao, tornando all’Origine. Eppure, prima di lasciare le sue membra, il suo giardino e la sua pittura, vorrebbe saper rendere questa immortale, almeno una volta. In modo da comprendere il segreto sfuggevole del Tao che conduce al palazzo degli Immortali, la più alta realizzazione del destino umano.
Rientrato nella sua capanna, egli accende il lume e prepara sul fornello del tè e un po’ di riso. Ha bisogno di poco, e già lo chiama la luna piena che galleggiando si alza nel cielo. E’ un appuntamento atteso da molti giorni. La incontra all’aperto, stagliata sul manto scuro della notte; il suo chiarore nasconde le stelle, disegna il profilo degli alti picchi e tesse nella valle una ragnatela d’argento che ricopre ogni cosa, rendendola visibile. E’ una luce fluida che il pittore beve con gli occhi, mentre contempla le rivelazioni del paesaggio. Nel nuovo abito fantasmatico, ogni piccola cosa si rende significante e misteriosa. Lei sì, la grande pittrice, traccia senza polso il più alto incantesimo, suscitando nella materia addormentata la danza fulgente degli spiriti.
Il pittore pazzo la contempla con trepidazione sapendo che tutto lei potrebbe insegnargli; ma, in mille notti come questa, egli ha inutilmente cercato di auscultare il battito silenzioso del suo cuore astrale. Troppo alto e distante, irraggiungibile anche col più folle struggimento. Ma sempre, invisibili funi d’argento lo arpionano nell’anima cercando di trarlo in alto, per congiungerlo al mistico amplesso a cui lui è incapace d’approdare. Perciò prova un dolcissimo dolore, lo stesso che conosceva nelle braccia dell’amata da troppo tempo scomparsa.
Infatti nelle notti della luna trionfante Wu Tao può finalmente ritrovarla, e chinare il capo sul suo seno intangibile, profumato dall’umidità silvestre, che respira lieve nell’oscurità. Allora egli resta immobile e sorridente, sussurrando il dolce nome che non osa pronunciare nel giorno per non essere disilluso. Stanotte lei è ancora più vicina, e giunge ad accarezzarlo su una guancia con il volo di una falena. Con un brivido lui alza lo sguardo e la luna, immensa, si precipita nei suoi occhi soffocandolo quasi con la sua vastità, riempiendo di miele lucente ogni ricettacolo dell’anima sua. Ormai è dentro, padrona, ed egli si arrende con gratitudine. E’ questa la morte? No, è la vita nel suo più smagliante sorriso. Perché lei, l’amata, è lì e gli sorride tendendogli le diafane braccia. L’uomo vi si tuffa con tutto l’impeto del cuore, temendo sia un sogno destinato a svanire all’istante, invece lei lo accoglie sofficemente mostrandosi magicamente reale pur nell’assenza del corpo. Chi potrebbe dire quanto restano abbracciati nella sospensione che non conosce il tempo? Ubriacato d’amore, il pittore non ha domande, ma lei comunque risponde sulle note di un flauto fatato:
- Amore mio, sbagli nell’essere insoddisfatto della tua pittura. Il tuo spirito ha scandagliato a fondo l’oceano dell’inchiostro e i suoi segreti, e il tuo pennello è temprato come la spada dell’Imperatore Giallo. Quando fendi la vergine carta con la scia della tua immaginazione, l’intero Universo si apre distillando vigore nelle tue creature. Ma tu cerchi la loro vita nell’ambito ristretto del foglio, che è troppo esiguo per contenerla. Volgi piuttosto lo sguardo nelle profondità del cuore, e vedi -.
Wu Tao, il pittore pazzo, non è abbastanza pazzo da comprendere, allora lei sorride e trae dalla manica fluente un pennello d’oro con cui lo tocca al centro del petto. Il cuore dell’uomo si dischiude all’istante come un’ostrica che assapora l’oceano, rivelando un interno misterioso e costellato di perle lucenti. Ogni perla è come un’iridescente bolla di sapone che traspare il proprio interno, e in ognuna di queste perle che si moltiplicano all’infinito si manifesta uno dei dipinti che l’artista ha creato nel corso della sua vita operosa. Ogni pittura è alimentata da ben altra linfa che l’inchiostro, da un sangue di drago che la rende propriamente viva, autonoma e selvaggia.
- Amore mio, sbagli nell’essere insoddisfatto della tua pittura. Il tuo spirito ha scandagliato a fondo l’oceano dell’inchiostro e i suoi segreti, e il tuo pennello è temprato come la spada dell’Imperatore Giallo. Quando fendi la vergine carta con la scia della tua immaginazione, l’intero Universo si apre distillando vigore nelle tue creature. Ma tu cerchi la loro vita nell’ambito ristretto del foglio, che è troppo esiguo per contenerla. Volgi piuttosto lo sguardo nelle profondità del cuore, e vedi -.
Wu Tao, il pittore pazzo, non è abbastanza pazzo da comprendere, allora lei sorride e trae dalla manica fluente un pennello d’oro con cui lo tocca al centro del petto. Il cuore dell’uomo si dischiude all’istante come un’ostrica che assapora l’oceano, rivelando un interno misterioso e costellato di perle lucenti. Ogni perla è come un’iridescente bolla di sapone che traspare il proprio interno, e in ognuna di queste perle che si moltiplicano all’infinito si manifesta uno dei dipinti che l’artista ha creato nel corso della sua vita operosa. Ogni pittura è alimentata da ben altra linfa che l’inchiostro, da un sangue di drago che la rende propriamente viva, autonoma e selvaggia.
Il cuore si espande a dismisura oltre l’orizzonte, per contenere tutti i paesaggi che il pittore ha visto e formato con le linee scaturite dal suo pennello; mille monti, mille fiumi, mille valli si uniscono armoniosamente agli alberi, ai muschi, alle nuvole e alle nebbie, proiettando diecimila prospettive di una visione che magicamente tutto comprende. Si può prendere ogni sentiero, nuotare in ogni onda, addentare ogni frutto succoso, cogliere ogni fiore profumato. E in questo rutilante e grandioso spettacolo, che è possibile vivere ma non definire mentalmente, corrono e volano tutti gli animali che il pennello di Wu Tao ha partorito, insieme alle molte donne sconosciute che ha corteggiato sulla carta, e alle miriadi di persone che egli ha ritratto nelle svariate occupazioni. Un mondo infinito in continua trasformazione, che il pittore estasiato riconosce in ogni pur minuto particolare, poiché tutto gli appartiene intimamente.
A tutto ciò si è dedicato con passione, tutto ha amato facendolo suo per sempre. Guarda incredulo l’amata finalmente ritrovata, e lei lo invita a guardare nuovamente, questa volta da una maggiore distanza, da cui è possibile riconoscere un quadro complessivo in cui tutto si unisce, muovendosi a spirale nel crogiolo della Vita. Là dentro gira il carosello interminabile delle forme, con la sua musica di risate, gemiti e canzoni, con ogni notte, alba e tramonto. Con un tuffo al cuore egli vede anche il viso dell’amata risucchiato nel magma vorticante, ma sorride quando contempla il suo proprio volto che l’accompagna fondendosi in quel Nulla che è Tutto, che Se stesso è. Con vertiginoso distacco sa che questo è il suo volto originale e che il palazzo degli Immortali è da sempre la sua dimora, oltre il tempo e lo spazio.
Satvat 2014
giovedì 25 settembre 2014
Consulenze on line con Satvat
Ho iniziato a dare consulenze via internet su richiesta di alcuni allievi che, dopo aver partecipato ai miei seminari, sentivano l’esigenza di approfondire il percorso in modo personalizzato. Nel tempo, questa agile formula di condivisione si è estesa a nuove persone che, spesso dopo aver letto i miei libri, hanno il piacere di avvalersi della mia esperienza e della mia visione, ma trovano difficoltoso viaggiare per frequentare i corsi o per ricevere sessioni e lezioni individuali.
Questo tipo di esperienza si è mostrata ricca di potenzialità, poiché così posso seguire molti amici, conosciuti e non di persona, in modo individualmente dedicato, ed essi risparmiano costi e spostamenti.
In assonanza con la saggezza dell’alchimia creativa che presento nelle mie pubblicazioni, il mio supporto all’evoluzione individuale si sviluppa in molti modi, mediante letture arteterapeutiche di vario tipo, suggestioni e consigli creativi, esercizi e meditazioni, percorsi di crescita personale e di formazione. La modalità di condivisione a distanza facilita questa trasmissione, sia nei singoli interventi che nei lavori continuativi.
Con le sessioni individuali di arteterapia evolutiva è possibile esplorare un tema specifico, riguardante le attitudini e le esperienze di vita della persona, oppure esse possono essere intese a sviluppare la conoscenza di sé in un quadro generale. Mediante le comprensioni dell’arteterapia evolutiva, in entrambi i casi si ricevono delle indicazioni preziose sul percorso dell’evoluzione personale e sul processo creativo che può favorire la crescita.
Le lezioni individuali di arte meditativa facilitano lo sviluppo del talento personale e dell’ispirazione nei campi della pittura, del disegno e della scrittura. Ricevendo e sperimentando le appropriate suggestioni, l’impegno creativo risulta naturale, appassionante e illuminante. Ogni individuo, anche se spesso si mantiene al minimo del potenziale, è dotato di speciali facoltà creative che si manifestano quando sono coltivate con amore, dedizione e sapienza.
Molto di frequente, il talento creativo che naturalmente ci spetta è latente poiché è inibito dai condizionamenti subiti. In questo caso, la persona non dispone di un mezzo straordinario per rilassarsi in modo ludico, per sperimentarsi interiormente quanto nell’applicazione delle proprie facoltà artistiche, per assumere consapevolezza di sé e per formarsi vitalmente nella creazione del nuovo. Eppure non occorre molto per liberarsi dei pesi che arginano il flusso della creatività, basta una voglia sincera di sperimentare i passi che riconducono a se stessi e al fecondo esercizio del proprio talento. E’ una Via di continue scoperte, ricca di gioiosità e risveglio.
Questo tipo di esperienza si è mostrata ricca di potenzialità, poiché così posso seguire molti amici, conosciuti e non di persona, in modo individualmente dedicato, ed essi risparmiano costi e spostamenti.
In assonanza con la saggezza dell’alchimia creativa che presento nelle mie pubblicazioni, il mio supporto all’evoluzione individuale si sviluppa in molti modi, mediante letture arteterapeutiche di vario tipo, suggestioni e consigli creativi, esercizi e meditazioni, percorsi di crescita personale e di formazione. La modalità di condivisione a distanza facilita questa trasmissione, sia nei singoli interventi che nei lavori continuativi.
SESSIONI DI ARTETERAPIA EVOLUTIVA
Con le sessioni individuali di arteterapia evolutiva è possibile esplorare un tema specifico, riguardante le attitudini e le esperienze di vita della persona, oppure esse possono essere intese a sviluppare la conoscenza di sé in un quadro generale. Mediante le comprensioni dell’arteterapia evolutiva, in entrambi i casi si ricevono delle indicazioni preziose sul percorso dell’evoluzione personale e sul processo creativo che può favorire la crescita.
LEZIONI DI ARTE MEDITATIVA (pittura, disegno, scrittura)
Le lezioni individuali di arte meditativa facilitano lo sviluppo del talento personale e dell’ispirazione nei campi della pittura, del disegno e della scrittura. Ricevendo e sperimentando le appropriate suggestioni, l’impegno creativo risulta naturale, appassionante e illuminante. Ogni individuo, anche se spesso si mantiene al minimo del potenziale, è dotato di speciali facoltà creative che si manifestano quando sono coltivate con amore, dedizione e sapienza.
PROGRAMMI DI RECUPERO CREATIVO
Molto di frequente, il talento creativo che naturalmente ci spetta è latente poiché è inibito dai condizionamenti subiti. In questo caso, la persona non dispone di un mezzo straordinario per rilassarsi in modo ludico, per sperimentarsi interiormente quanto nell’applicazione delle proprie facoltà artistiche, per assumere consapevolezza di sé e per formarsi vitalmente nella creazione del nuovo. Eppure non occorre molto per liberarsi dei pesi che arginano il flusso della creatività, basta una voglia sincera di sperimentare i passi che riconducono a se stessi e al fecondo esercizio del proprio talento. E’ una Via di continue scoperte, ricca di gioiosità e risveglio.
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PERCORSI DI FORMAZIONE NELL’ARTETERAPIA EVOLUTIVA
Questo percorso di formazione artistica e di riconnessione al Sé nel senso evolutivo, applica un complesso di metodologie e di conoscenze, sia creative che esoteriche, le quali si sono conformate in molti anni di sperimentazione delle potenzialità dell’arteterapia evolutiva. Di questo parlo estesamente nei miei libri, ma per crescere al meglio su questa Via è importante l’esperienza diretta. Infatti questo percorso di formazione va oltre l’esposizione generale che può essere ampiamente condivisa, dato che per ogni individuo esso si rende unico e individualmente conformato. Se gli esercizi e le informazioni esoteriche dell’arteterapia evolutiva hanno un valore universale, per ogni persona questi mezzi devono coniugarsi in un modo originale e specificamente orientato. Nel rispetto, nella cura e nello sviluppo dell’unicità individuale, si compie la riappropriazione del potere creativo e si realizza, con la piena attivazione dell’emisfero destro del cervello, l’accesso all’Anima.
mercoledì 17 settembre 2014
Arte del rinnovamento
Cari amici di Artista Interiore,
il mese di settembre è sempre stato per me un periodo di trasformazioni interiori e di nuovi progetti. Quest’anno lo è più di sempre. Su quest’onda alta, anche il blog avrà un nuovo inizio, arricchendosi di nuovi contenuti, più stimolanti e frequenti, come di brevi racconti e mini-lezioni di creatività meditativa.
Durante l’estate ho portato a compimento la stesura del mio nuovo libro ARTETERAPIA EVOLUTIVA – l’arte per espandere la coscienza. Si tratta di un’opera molto completa e significativa, che rende organicamente la ricchezza della ricerca creativa e spirituale che mi ha guidato in questi anni, e che ho condiviso con i miei seminari, con le mie sessioni e con le mie altre pubblicazioni.
Ritengo che l’arteterapia evolutiva possa rispondere a molte domande fondamentali che riguardano il percorso evolutivo dell’uomo, e che sia quanto mai utile in questo momento epocale in cui siamo costretti a scegliere tra evoluzione e involuzione, ossia tra la potenzialità di creare una vita nuova e la distruttività senza via di uscita. Questo perché essa scopre e applica le naturali potenzialità creative che sono sincroniche al flusso rigenerativo della vita, ma di cui attualmente l’essere umano è drasticamente espropriato. Essendo una potente Via di autoconoscenza, di guarigione animica e di trasformazione interiore, l’arteterapia evolutiva ha il compito formativo di un nuovo modo di percepire, meditare e creare, da cui può sorgere l’uomo nuovo che non ignora i propri tesori e gioisce nel condividerli.
Per questo, la condivisione del mio lavoro didattico si è intensificata nell’ultimo periodo. Da circa un anno, su richiesta di alcuni allievi, ho anche avviato, utilizzando la potenzialità di internet, la condivisione per corrispondenza di sessioni, lezioni e percorsi formativi personalizzati. Questo tipo di lavoro, per me nuovo e interessante, sta dando esiti brillanti poiché consente una comunicazione immediata che si svolge nel modo più agevole, maturandosi nel tempo. Al contempo, gli allievi possono risparmiare sui costi e sugli spostamenti, potendo contare su suggestioni puntuali e individualmente dedicate. Per quella che è stata sinora la mia esperienza, credo che questo nuovo mezzo di trasmissione e di confronto creativo possa facilitare moltissimo la condivisione del lavoro con l’arte meditativa e con l’arteterapia evolutiva.
Un ulteriore progetto, presto operativo, è quello di una nuova collana editoriale, da me gestita, che presenterà alcuni speciali libri di narrativa, che sto scrivendo seguendo una straordinaria ispirazione, i quali sono dedicati a un pubblico accorto e geniale. La collana si chiama Peradam (come i cristalli che nel Monte Analogo di René Daumal hanno l’autentico valore) e i suoi libri sono preziosi "cristalli curvi che trascendono le coordinate ordinarie della lettura e illuminano le rifrazioni dell’Anima". I libri-peradam potranno essermi richiesti direttamente, ma anche essere ordinati nelle librerie e sul web.
Per questo, la condivisione del mio lavoro didattico si è intensificata nell’ultimo periodo. Da circa un anno, su richiesta di alcuni allievi, ho anche avviato, utilizzando la potenzialità di internet, la condivisione per corrispondenza di sessioni, lezioni e percorsi formativi personalizzati. Questo tipo di lavoro, per me nuovo e interessante, sta dando esiti brillanti poiché consente una comunicazione immediata che si svolge nel modo più agevole, maturandosi nel tempo. Al contempo, gli allievi possono risparmiare sui costi e sugli spostamenti, potendo contare su suggestioni puntuali e individualmente dedicate. Per quella che è stata sinora la mia esperienza, credo che questo nuovo mezzo di trasmissione e di confronto creativo possa facilitare moltissimo la condivisione del lavoro con l’arte meditativa e con l’arteterapia evolutiva.
Un ulteriore progetto, presto operativo, è quello di una nuova collana editoriale, da me gestita, che presenterà alcuni speciali libri di narrativa, che sto scrivendo seguendo una straordinaria ispirazione, i quali sono dedicati a un pubblico accorto e geniale. La collana si chiama Peradam (come i cristalli che nel Monte Analogo di René Daumal hanno l’autentico valore) e i suoi libri sono preziosi "cristalli curvi che trascendono le coordinate ordinarie della lettura e illuminano le rifrazioni dell’Anima". I libri-peradam potranno essermi richiesti direttamente, ma anche essere ordinati nelle librerie e sul web.
Auguro a tutti voi una potente ispirazione e un amorevole rinnovamento.
lunedì 18 agosto 2014
La coltura artistica
La Storia mostra,
con abbondanza di esempi, che quando gli artisti sono più creativamente vitali e
si riuniscono, promuovono un significativo rinnovamento che investe ogni
aspetto della società e del costume. Tale trasmissione avviene in modo
spontaneo quanto misterioso, e può occorrere del tempo prima che se ne possano
apprezzare gli effetti. Più è alta la fiamma dell’arte, tanto più rapidamente
accende gli stoppini dell’anima degli uomini.
Si può anche valutare che la
migrazione degli artisti in aree depresse risolleva le stesse dal degrado,
formando centri pulsanti e operativi da cui si diffonde, in modo ribelle, la
nuova cultura. Questo è avvenuto, ad esempio, dagli anni Quaranta nel Village
di New York, continuando ad estendersi in molte città americane. Lo stesso si
era prima verificato a Parigi, nelle fucine di Mont-Martre e Montparnasse dove,
lavorando al crogiolo dell’anima creativa, si forgiò l’istinto libertario
dell’uomo moderno.
Attualmente, l’esempio evidente di tale processo è Berlino
dove, pur nella confusione che attanaglia l’arte contemporanea, gli artisti si
sforzano nel dare nuovi impulsi. In fondo agli artisti importa poco che il
sistema economico li utilizzi come agenti del risanamento per innalzare gli
indici del mercato immobiliare, se trovano l’occasione per lavorare ed esporre
in modo quasi gratuito. Da altre parti, quasi ovunque per la verità, si fa di
tutto per rendere impraticabile la vena creativa.
Tuttavia l’arte pretende la
maggior condivisione, perciò aborre i ghetti ma non cresce a meraviglia neppure
nelle oasi. L’ambito più appropriato della sua coltura è il cuore dell’uomo, in
modo che da lì, dal sacello palpitante dell’individualità, possa propagarsi
viralmente contaminando benignamente l’umanità intera. Infatti tutti i cuori
sono universalmente connessi nel mistero dell’Anima, e al livello del cuore gli
antibiotici (anti-bios ossia anti-vita) della mente non hanno effetto. Questa è
l’inesausta speranza, e non è poi tanto peregrina, se basta accendere una
candela per disperdere anche la coltre più greve dell’oscuramento.
martedì 17 giugno 2014
Crisi e guarigione
| Satvat - Città/fenice - aquerello su carta |
La crisi che stiamo fronteggiando è ben più di un terremoto che investe il piano materialistico dell’economia; infatti basta poco per accorgersi che ci troviamo molto più impoveriti nell’anima e nel saper fluire con la vita che non nelle nostre risorse finanziarie. Le difficoltà dell’economia e del lavoro sono effettivamente il dato visibile di una crisi epocale che investe globalmente l’attuale progetto sociale e culturale, mostrando i suoi errori e chiarendo la necessità di una svolta evolutiva che sia orientata da una salutare riconnessione con l’Anima. La società umana non è più capace di creare il nuovo e di progettare soluzioni intese al benessere comune, poiché individualmente non sappiamo più stare con noi stessi e con gli altri, non ci occupiamo di migliorare la qualità della nostra vita, manchiamo di presenza e di brillantezza e siamo ottusi riguardo ad ogni possibile fermento creativo.
Per il soffocante grigiore che ci attanaglia diamo la colpa alla carenza di denaro, tuttavia una maggiore circolazione monetaria non metterebbe di certo fine alla tristezza né aprirebbe prospettive innovative. Se fossimo più ricchi avremmo ovviamente meno problemi sul piano materiale e potremmo comperare le cose che siamo indotti a desiderare, ma basterebbe questo per la favorire la svolta necessaria e per farci sentire felici, davvero felici? La pubblicità continua a prometterlo, però è una sfrontata bugia. Vorrei invitarvi ad ascoltare con un po’ di attenzione ciò che dicono gli spot pubblicitari delle automobili, i quali, spinti dalla crisi del mercato impiantato sull’uso dei combustibili fossili ormai agli sgoccioli, giocano il tutto per tutto puntando a sollecitare strumentalmente le reali esigenze dell’anima. Essi parlano di libertà, dell’assaporare intensamente la vita, dell’estasi nel riconnettersi al Tutto, suscitando le giuste domande solo per fornire una scaltra e falsa risposta. Sembra che guidare quella particolare macchina possa donare il senso profondo dell’essere, sebbene sia chiaro questo non può essere conferito da alcun oggetto. Infatti alla guida della vettura più prestigiosa ed accessoriata resta il piccolo uomo stritolato dai suoi schemi e dai suoi conflitti, incapace di darsi una direzione innovativa e di godersi il viaggio. Così il consumismo sulla via del tramonto continua a corrompere strumentalmente le nostre intime aspirazioni, che in realtà possono essere appagate e fluire creativamente solo nei moti spontanei ed empatici della nostra interiorità, quando questa si sia spiritualmente maturata.
Però la dimensione interiore è una direzione che abbiamo sbarrato lasciandoci attrarre dalla carta moschicida del materialismo, dove restiamo invischiati perdendo le facoltà del volo libero guidato dai sentimenti autentici. Negandoci le opportunità della sperimentazione soggettiva e spontanea insieme alla guida ispirata del “sentire”, veniamo limitati sino a divenire “l’uomo a una dimensione” di cui ha parlato Marcuse, e in tale dimensione appiattita e preconfezionata siamo ridotti ad un’esistenza meccanica e reattiva. L’uomo-macchina che il sistema vuole costringerci ad essere non può riconoscere né vivere alcunché di autentico, e rinunciando a porsi domande diviene sempre più insensibile ed ignorante; non ha coraggio, né dignità, né genio, e dal cemento che ha gettato sul proprio terreno emotivo non può fiorire la gioia. Quando sacrifichiamo ogni cosa vitale per il denaro e per una falsa sicurezza, inevitabilmente ci causiamo povertà e insicurezza senza speranze. La crisi attuale evidenzia tale paradosso, ammonendoci dell’assoluta necessità di superare la impasse in senso evolutivo, cosa che è possibile se resuscitiamo il senso profondo di noi stessi e della vita. Solo con questa prodigiosa reintegrazione di forze e di facoltà sensitive e creative possiamo rinascere a vita nuova; solo così, guarendo i traumi e le miserie, possiamo creare un reale benessere per noi stessi, per gli altri e per l’intero pianeta, risanando il processo distruttivo che abbiamo messo in atto.
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