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Satvat - Estasi di Luna - acrilico su tela |
Oggi il compito primario di ogni essere umano è quello di
ricordare la virtù dell’Ispirazione. Senza Ispirazione siamo ridotti a pupazzi
di carne animati da desideri automatici e compulsivi, schiacciati in un
meccanismo di causa e effetto senza possibile libertà. Eppure ormai nessuna
parola risulta più strana, incomprensibile, dato che è confusa nella nebbia
prodotta dalla dimenticanza di noi stessi. Se dico ISPIRAZIONE, qual è la
reazione automatica? Disorientamento, sfiducia, addirittura il sospetto di
qualche raggiro misticheggiante. Abbiamo scavato tanto profonda la trincea per
difenderci dalla vita, prendendo volentieri i materiali dell’esteriorità per
costruirne i muri, da esserci totalmente estraniati nell’incantamento
plastificato della funzione, unico "valore" riconosciuto.
Se l’Ispirazione sgorga da dentro, come esaltazione nel
presente che dilata l’anima individuale in osmosi con la grandiosità universale
e creativa, la funzione è invece schiava dell’imposizione esteriore che tende
al futuro, una sciocca manipolazione che ci espropria di tutto ciò che è reale.
Anche il corpo è vissuto come funzione, non come mistero vivente, e soprattutto
si sviluppano le funzioni della mente; da ciò viene l’ossessione per la
tecnologia e per il denaro, cose massimamente funzionali, rimanendo ben poco
altro; il senso esistenziale e profondo della nostra presenza è completamente
assente. Vi invito a chiedervi che cosa è e che spazio ha nella vostra vita,
ciò che è libero dalla funzione. Da cosa vi lasciate profondamente toccare,
attrarre senza scopo alcuno, ispirare?
Ogni civiltà del passato ha pregato – in modi più o meno
maturi, certo incorrendo in abbagli – l’Ispirazione: volgendosi agli Dei, al
mito, all’arte, ai sogni, ala Natura. Non è spaventoso che noi adoriamo solo la
funzione? Stiamo facendo della nostra vita un campo sterile, psichicamente
infettato dalla funzione, agitato per piccolezze che attendono risposte
preconfezionate e soddisfazioni meccaniche; tanto siamo ossessionati da giochi
politici e profitti. C’è ancora posto per l’impeto dell’anima, per il genio,
per l’amore, per l’avventura, per l’utopia? Anche l’arte viene riconosciuta
principalmente come funzione d’investimento finanziario. E molti sedicenti artisti
seguono la funzione anziché l’Ispirazione, applicando metodologie imitative e
collaudate per tentare il successo con ciò che vende, in base agli impulsi
automatici, funzionali, di un pubblico sempre più massificato.
Ma proprio l’arte, originata dall’Ispirazione, è puramente
libera dalla funzione. Forse mai come oggi il compito degli artisti – quelli
veri – è eroico e ingrato: vendono specchi nel paese dei ciechi. Tuttavia
rifiutano coraggiosamente la funzione per essere autentici e ribelli,
rispondendo all’autenticità del Sé e all’Ispirazione. Vivendosi come laboratori
dell’alchimia creativa, mostrano la Via all’Anima, con l’arresa fiducia di
poter risvegliare l’Artista Interiore che è presente in ogni essere umano;
perché, davvero, nella prigione della funzione, ossia senz’Anima, non c’è
alcuna speranza.