SATVAT SERGIO DELLA PUPPA OPERA COME PITTORE, SCULTORE, SCRITTORE, ARTETERAPEUTA,
CONDUTTORE DI CORSI DI ARTE MEDITATIVA E DI ARTETERAPIA EVOLUTIVA.

Questi sono alcuni dei suoi lavori:

BENVENUTI NEL MONDO DELL'ARTISTA INTERIORE

Benvenuti nel mondo ispirato dell'Artista Interiore. Questo blog intende essere un'occasione per riflettere sull'Arte, manifestando le sue virtù d'ispirazione, celebrazione e saggezza. Qui condividiamo liberamente molte intuizioni e ricerche che si sviluppano tanto in seno all'Arte che al mistero dell'Interiore. E' uno spazio aperto, rivolto non solo agli artisti ed agli amanti dell'Arte, ma a chiunque sia capace di stupirsi e di appassionarsi di fronte alle meravigliose manifestazioni dell'Essere Creativo.

LE MIE OPERE SONO IN ESPOSIZIONE PRESSO:

ART&VITA - Officina d'Arte di Satvat
Via Felice Cavallotti 5 - Orvieto (TR)

Cantina Gattavecchi
Via di Gracciano - Montepulciano (SI)

LA NUOVA MOSTRA DI PITTURA: OFFICINA DI RISVEGLIO - work in progress...

PER CONDIVIDERE

PER CONDIVIDERE
Per scrivermi clicca sulla foto

sabato 17 marzo 2012

OLTRE CONFINE n. 4

Sul nuovo numero della rivista Oltre Confine ci sono molti articoli interessanti, tra cui il mio articolo sulla pittura esoterica del Buddha.



mercoledì 7 marzo 2012

ARTETERAPIA EVOLUTIVA

Creatività - Osho Tarot
 Seminario
ARTETERAPIA EVOLUTIVA 1
18 MARZO 2012 - ART&VITA

Sono particolarmente motivato nel proporre questo nuovo percorso di formazione di Arteterapia Evolutiva,  condividendo le metodologie creative e terapeutiche che culminano la mia ricerca e che ritengo preziose per rispondere consapevolmente alle sfide del periodo critico che stiamo vivendo. Liberata dalla logica puramente assistenziale dell'arteterapia classica e corroborata dall'approfondimento meditativo, l'Arteterapia Evolutiva è, prima di tutto, una Via di scoperta di sé e di crescita che va a esprimere i poteri creativi dell'anima. Insieme a questo, è una Via per condividere creativamente la possibilità dell'autentico benessere.

Mediante questo  percorso di formazione, mi sento anche guidato a stimolare la crescita di nuovi operatori dell'Arteterapia Evolutiva che possano trasmettere le potenzialità consapevoli di questa metodologia creativa e spirituale, allargando un benefico cerchio di condivisione. Se il training prevede come base tre incontri di una giornata ciascuno, ogni incontro è in sé strutturato con completezza tematica al fine della crescita personale, fornendo degli stimoli che potranno svilupparsi nel tempo anche grazie all'ausilio delle dispense che verranno fornite.  Perciò può essere proficuo partecipare anche ad un singolo appuntamento, avendo comunque modo di approfondire a piacere l'esperienza didattica con successivi incontri o aggiornamenti.


Per informazioni su ARTETERAPIA EVOLUTIVA I e sull'intero percorso di formazione, 
si può consultare la sezione CORSI del sito www.satvat.it


“Con la necessaria competenza, si scopre in un disegno, e ancor più in un dipinto (che è un'espressione creativa più ricca e complessa), una fantasmagorica costruzione archetipica ed energetica, frutto della saggia narrazione che l'Anima ha svolto applicando una grammatica sottile che non può essere solo mentalmente decifrata, ma dev'essere colta e vissuta tramite l'intuizione. Tale capacità di lettura esoterica e di immedesimazione è per ogni artista un'opportunità di autoconoscenza profonda, e cresce in modo esponenziale a seconda del grado di consapevolezza dell'autore, addentrandosi nello Spirituale. Per questo motivo posso dire che la mia concezione e la mia esperienza dell'arteterapia superano il suo impiego strumentale e clinico, tracciando l'attività terapeutica nel più ampio senso della reintegrazione animica e spirituale; in questo caso si può parlare di arteterapia evolutiva”.   

Tratto dal mio articolo sull'Arteterapia Evolutiva 
pubblicato sul n. 3 della rivista Oltre Confine

martedì 6 marzo 2012

Arte e rigenerazione

   La crisi che ha globalmente investito la società, induce necessariamente ad una profonda revisione del nostro stile di vita quanto alla riconsiderazione della nostra identità esistenziale. Nel senso che di fronte all'evidente fallimento di quanto abbiamo sinora costruito, dobbiamo porci il problema di saper esercitare una vitale riconversione a ciò che è reale, irrinunciabile e creativo. Siamo naufragati sui falsi bisogni indotti, sull'alienazione dalla nostra presenza naturale, e sulla delega irresponsabile che abbiamo conferito a Sistemi corrotti; per cui è chiaro che per trovare la possibilità di un nuovo avvio e di una salutare trasformazione sociale dobbiamo innanzitutto diventare consapevoli di noi stessi.


   Tale ricapitolazione deve riportarci alla nostra reale presenza, al riconoscimento delle nostre necessità essenziali, e all'espressione delle nostre autentiche risorse creative. In tale processo di risveglio dall'attuale addormentamento della coscienza (manovrato subdolamente da Poteri più o meno occulti) l'Arte può giocare un ruolo importante. Sembra che lo abbiamo dimenticato, e che ci siamo rassegnati all'artificio, perciò non disponiamo più del grande serbatoio d'immaginazione creativa della vera Arte, o almeno non guardiamo più in quella direzione, condizionati come siamo a seguire le logiche di mercato, le stesse che hanno determinato la crisi e che non potranno sanarla. Perché il problema reale è che ci siamo assoggettati ad un sistema verticistico e tecnocratico che non richiede, anzi osteggia, la partecipazione cosciente dell'individuo. Si vorrebbe renderci come macchine prive di consapevolezza e di potere creativo, incapaci di fluire con il nuovo e di aspirare alla libertà e alla bellezza. Le ispirazioni dell'Arte dovrebbero invece insegnarci il contrario

   Soprattutto oggi, l'Arte deve mostrare che non tutto è merce e artificio, e che c'è ancora la possibilità di immaginare e di creare in sintonia con la Natura e con i profondi sentimenti dell'essere umano, che ancora ne siamo capaci e siamo capaci di apprezzarlo. Non è una piccola cosa, poiché ci radica in quell'anima essenziale da cui il consumismo ci ha distolto, rendendoci responsabili della nostra capacità di risonanza. Mentre le visioni ipocrite e terroristiche della politica e dei mass-media tendono ad ottunderci sempre di più, il richiamo della vera Arte è intimamente fondato sulla legge di risonanza, che amplifica quanto in noi vi è di genuino, essenziale e creativo. Solo in questo, attivando in tutti i campi le nostre intime risorse, potremo fondare la prospettiva di una vitale rinascita.

mercoledì 29 febbraio 2012

Riflessione sul Cinema

Fellini con cinepresa


La percezione odierna è soprattutto visiva, spesso appiattita e banalizzata nelle immagini, forzata su percorsi telematici ad alta velocità. Sembra non ci sia tempo di sostare, di vedere oltre ciò che è mostrato dall'apparenza. Per la sua caratterizzazione essenzialmente visiva, il linguaggio cinematografico è quello che attualmente può esercitare la maggior presa sul pubblico.  In generale, un film è molto attraente e coinvolgente; cattura la coscienza con immagini forti e con storie che mentre sono raccontate ci sembrano vere, indubitabili come sono quelle dei sogni. La ritmica effettualità dell'immagine filmica viene portata alla sua massima espressione con l'ausilio dei più spettacolari effetti computerizzati, ora anche con la suggestione in 3D. Ed è vero che il Cinema di qualità può determinare una discreta risonanza interiore, in virtù della sua facoltà di formare una poeticità d'immagine, che si associa alla trama del film, ai dialoghi, e alla colonna sonora.

   Tuttavia, a mio parere, sul profilo animico quello che è il maggior vanto del Cinema – il suo grande potere di coinvolgimento - è anche il suo difetto, poiché tutto viene a svolgersi là sullo schermo. La nostra facoltà immaginativa viene stregata, guidata in una direzione prestabilita, e difficilmente si riesce a sottrarsi. Anche film notevolmente validi come creazione d'immagine, narrazione simbolica e messaggio, lasciano una flebile impressione interiore; questa appare vigorosa su un livello superficiale, ma risulta poco risonante al livello dell'anima. Ciò accade perché il potere animico dell'immaginazione viene costretto dalla spettacolarità del linguaggio cinematografico.
   Leggere un libro può sembrare meno coinvolgente, eppure promuove un più profondo vissuto interiore. È effettivamente una questione connessa al mezzo: la lettura coinvolge un senso auditivo interiorizzato, mentre nella visione di un film si esercita massimamente la vista, che è un senso esteriorizzato. Potremmo dire che con la narrazione filmica assistiamo al racconto, mentre con la lettura di uno scritto lo introiettiamo tramite la nostra voce interiore; la narrazione orale, ormai ben poco praticata, ha una più alta potenzialità perché favorisce una trasmissione d'energia che può superare il racconto stesso.

   Credo che per il Cinema possa valere la regola che nel meno può rivelarsi il massimo, nel senso che si dovrebbe lasciare lo spazio per cui la percezione, attratta visivamente sullo schermo, possa tornare allo spettatore per essere interiormente digerita. Mi rendo conto che quanto sto dicendo è in piena controtendenza, ma film più scarni e più lenti, maggiormente soffusi e purificati nell'immagine,  potrebbero avere un maggior potenziale evocativo. Questo non deve far necessariamente pensare a dei film terribilmente noiosi, apprezzati solo da cinefili fanatici; si dovrebbe solo avere l'accortezza di esaltare la poeticità di alcune sospensioni, e mantenere un po' d'inesprimibile mistero, lasciando allo spettatore l'occasione per elaborare il proprio significato. Oggi si tende a esagerare, puntando all'intossicazione adrenalinica; per questo si mostra sempre più del mostrabile, spremendo la narrazione e l'immagine in un modo ossessivo che è respingente per l'anima.

mercoledì 15 febbraio 2012

Seminario L'artista interiore


Il prossimo seminario L'Artista Interiore – che si svolgerà il 25 Febbraio presso ART&VITA – sarà una condivisione delle esperienze artistiche e meditative che si sono maturate in tanti anni di lavoro, sia nella ricerca personale che nell'impegno della trasmissione didattica. Una parte significativa di quanto è stato operato e condiviso nel tempo, è stato descritto nel mio libro L'Artista Interiore, ma certamente la viva esperienza di un lavoro di gruppo ha un valore che non può tradursi nelle parole.

 Nel vivo dello sperimentare insieme, possono essere realmente vissute le magie meditative dell'arte e dell'arteterapia evolutiva, in modi sempre nuovi che riflettono la verità, l'intuizione e il talento di coloro che condividono l'esperienza. L'Artista Interiore risiede nella nostra profondità, in quell'intimità sensibile che difficilmente contattiamo ma che conserva il potere delle più luminose risorse; dimenticandolo ci costringiamo ad una monotonia superficiale, mentre se ci impegniamo a vivificarlo può offrirci il dono di una gioiosa creatività. È innocente come un bambino che disegna con spontaneità giocosa, ma è anche mago ed alchimista poiché la saggezza dell'arte manifesta e rivela i nessi simbolicamente attivi della Creazione. Risvegliando l'Artista Interiore possiamo efficacemente disporre delle facoltà della comprensione e della trasformazione energetica.

In questo seminario lo richiameremo a noi utilizzando, con il disegno e la pittura, molteplici tecniche di alchimia creativa che si sono affinate nel tempo e nelle esperienze vissute, costituendo un percorso creativo – sempre rinnovato – che potrà stupire e nutrire, mostrando quanto è semplice e misterioso lasciarsi navigare sui flussi creativi dell'Anima.

-
PER INFORMAZIONI ULTERIORI  E PER ISCRIVERSI

CONSULTARE LA SEZIONE CORSI DI WWW.SATVAT.IT

OPPURE UTILIZZARE I CONTATTI IN QUESTO BLOG.

mercoledì 8 febbraio 2012

Hugo Cabret e il recupero dell'anima


Per fortuna ci sono film come Hugo Cabret, tanto poeticamente chiari sulla irrinunciabile necessità di un recupero dell'anima. La regia straordinaria, delicata e potente, di Scorsese ha coltivato un sogno lucido che ci parla di quanto abbiamo perduto, e della riscoperta sempre possibile dell'immaginazione creativa. Riscoperta necessaria per risorgere dall'alienazione di un mondo in corsa e violentemente distratto, come la folla che nella stazione dov'è ambientato il film - simbolica della vita - si urta continuamente con meccanica indifferenza.

Ma c'è un bambino il cui impegno è quello di aggiustare le cose rotte, ancor di più: compiere un destino per recuperare un messaggio d'amore. E c'è una bambina in cerca di avventura, che custodisce la chiave del cuore. E c'è un grande artista annegato nel rimpianto e nella disillusione. E c'è un automa d'argento, proiezione diletta dell'anima, il cui cuore si è fermato perciò è incapace di espressione. Insieme a loro un teatro sapiente di personaggi ben disegnati: possono apparire buoni o cattivi, ma in ognuno c'è un dolore nascosto, una solitudine e una speranza segreta.

L'automa rotto è il simbolo intorno a cui ruota la storia, che non è tanto nel film né nel libro, perché è effettivamente la nostra storia: abbiamo perduto la chiave per aprirci a noi stessi, per immaginare e creare con gioia, per condividere l'amore e il genio, per aver fiducia in noi e nell'altro, per concederci l'innocenza. Tuttavia i meravigliosi ingranaggi che ruotano sovrani nel film - quelli della Vita - mostrano che il gioco segreto dell'Esistenza ci chiama a prove ardue per farci scoprire che un cuore l'abbiamo; e con esso viene il coraggio, la ribellione creativa, il volo benefico della fantasia. Ritrovata la chiave perduta, i meccanismi poetici dell'anima ricominciano a girare... ed ecco i miracoli!

Scorsese ha realizzato un magnifico film, che trasmette il suo incanto per il Cinema per resuscitare il genio dormiente. Non un film per bambini, bensì per adulti spaesati che inutilmente soffrono avendo rinnegato quell'intima natura che nobilmente supera la prigione del contingente.