Mi sembra che anche l’approccio psicanalitico,
che pur si occupa delle stratificazioni interiori, si sia interessato solo
marginalmente a comprendere che cosa si mette in moto nel senso esoterico
dell’esperienza creativa, mostrando di privilegiare l’aspetto essoterico del
sistema terapeutico, delle metodologie e dei risultati sul piano orizzontale e
relazionale. Vorrei chiarire che definisco come esoterica la natura sottile e
simbolica delle forze psichiche ed energetiche che entrano in gioco nella
creatività, comprendendo il modo in cui esse interagiscono allineandosi
spontaneamente ad un disegno di irradiazione e sviluppo che appare guidato da
un’intelligenza, oppure da un’ispirazione, misteriosa. Voglio dire che è
sorprendente il modo in cui un individuo, quando si impegna creativamente, va
ad attingere nell’inconscio, del tutto spontaneamente, da un crogiolo di
energie in libera fusione, traendone delle concrezioni che risultano pienamente
significative, rispondenti e sincroniche al processo esistenziale che egli sta
attraversando. Penso questo ogni volta che valuto i disegni prodotti durante
una sessione di arteterapia evolutiva, per non parlare dello stupore che mi
coglie durante la mia personale meditazione creativa.
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Satvat - Ricomposizione armonica |
Però, mentre crea artisticamente, l’individuo generalmente non riconosce il processo
interiore che si sta svolgendo; lo vive con molta emozione, ma non lo comprende
intimamente né sa cogliere il significato del quadro di ciò che sta operando.
Eppure, se resta disponibile all’ignoto e sincero con se stesso, passo dopo
passo egli viene guidato nell’esperienza dall’interno, e nel modo più
appropriato, da ciò che Jung definirebbe il Sé e che io chiamo l’Artista
Interiore. Nel processo della creazione, mentre nuota nel magma caotico e
emozionale, l’individuo viene sospinto a pescare intuitivamente, dalla
profondità dell’inconscio, delle perle preziose.
Tuttavia, quelle perle assumono un effettivo
valore solo quando vengono riconosciute ed integrate nel senso evolutivo,
altrimenti restano ignorate ed inefficaci come oggetti inerti spiaggiati sulla
riva del mare dell’Anima. Ed è chiaro che per riconoscerle non è sufficiente
una coscienza superficiale o metodologicamente ordinata; si deve piuttosto
entrare in profonda assonanza con l’Oceano dell’Essere, tanto da comprendere e
assecondare i suoi flussi, concependo le sue leggi e la vita delle creature che
lo abitano. Solo così facendo tutto acquisisce senso, e naturalmente è un senso
esoterico poiché il Creativo ci parla dalla profondità dell’Anima.
Per verificare l’essenza del processo, non
si deve cedere al dominio della ragione, poiché il Creativo non è staticamente
prosaico bensì poetico e multidimensionale, tanto che ciascuno dei suoi aspetti,
come vedremo, ha multiple e significative risonanze su più livelli. Come, al
contrario, non è opportuno avallare l’irrazionalità che arroventa le emozioni e
disperde nel caos la coscienza, dato che la vera creatività tende
all’elevazione e all’interezza, avvilendosi gravemente quando non trova la
possibilità di un’evoluzione consapevole.
Affrontando il percorso creativo, conta
viverne le esperienze con totalità, sincerità e coraggio, poiché l’esperienza è
la fucina dell’alchimia interiore. Tuttavia, come agli antichi alchimisti non
bastava operare senza saper decifrare la filosofia occulta dell’Arte alchemica,
si dovrebbe comprendere cosa sta bollendo nella pentola del fenomeno creativo,
riconoscendo la natura delle forze agenti nel magma e sapendole far fluire
consapevolmente. Il pittore cinese Shitao, vissuto nella seconda metà del ‘600,
ha scritto: «L’uomo perfetto non può non intuire, non può non comprendere: dal
momento che intuisce, modifica; dal momento che comprende, trasforma[1]». Questo,
a mio parere, dovrebbe essere il compito evolutivo dell’arteterapia che, se
intesa in modo innovativo ed esoterico, può costituire un valido aiuto per rivelare
il senso misterico dei moti spontanei della creazione artistica e dell’anima
dell’uomo. Solo con una tale comprensione si può effettivamente aiutare se
stessi e gli altri a riconoscersi ed evolvere mediante l’arte, facilitando la
maturazione consapevole delle pulsioni istintive e subconscie che vengono manifestate
creativamente. Stanislav Grof, il fondatore della psicologia transpersonale, ha
affermato: «Negli ultimi cinque decenni, varie strade della moderna ricerca
sulla coscienza hanno rilevato una ricca gamma di fenomeni “anomali”,
esperienze e osservazioni che hanno minato alcune affermazioni generalmente
riconosciute dalla moderna psichiatria, dalla psicologia e dalla psicoterapia,
concernenti la natura e le dimensioni della psiche umana, le origini dei
disturbi emotivi e psicosomatici e i meccanismi terapeutici efficaci[2]».
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