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Satvat - Festa al palazzo degli Immortali - acrilico su tela |
Parlando
dello Spirituale nell’Arte, come facciamo anche in questo blog, ci si trova
spesso a dover chiarire il concetto, che non è affatto scontato. Kandinsky
aveva dato una prima e significativa lettura di questo tema, che è stato
appassionatamente discusso dai grandi artisti del secolo scorso; tuttavia,
oggi, quando si presenta la valenza spirituale dell’Arte si viene facilmente
fraintesi. Infatti frequentemente la cosa viene equivocata nel senso religioso,
che è un indirizzo che ha poco o nulla a vedere con la realtà dell’ispirazione
spirituale che l’Arte può manifestare, a
mio parere necessariamente.
In realtà lo Spirituale sfugge ad ogni canonicità
ideologica o religiosa, così come ad ogni rappresentazione stereotipata e ad
ogni vestimento talare. Ad esempio, un dipinto che raffigura il Buddha, o il
Cristo, o qualsiasi altro soggetto religioso, non ha necessariamente
l’investitura dello Spirituale nell’Arte; infatti spesso è semplicemente un
santino senza vitalità e ispirazione. Ed è anche vero che qualsiasi soggetto
dell’Arte può essere battesimato da una rivelazione autenticamente spirituale,
che elargisce benedizione e ispirazione. Lo Spirituale nell’Arte è un fenomeno
esistenziale, non dottrinale, che consiste in una qualità d’ineffabile armonia,
di grazia e di attivazione energetica, che trapela dall’opera coinvolgendo lo
spettatore. Egli si rispecchia nell’opera e viene misteriosamente attratto su
frequenze più elevate; non saprebbe spiegarlo, ma sperimenta un confortante
senso di equilibrio, di bellezza, o anche una sollecitazione, a volte una
sfida, ad affinare la percezione, condividendo intuitivamente l’alchimia
profonda che si è attuata nell’opera.
Questo accade in virtù dell’intenso
processo di verifica creativa che ha attraversato l’artista, il quale ha
allineato le proprie emozioni e l’immaginazione con il desiderio di raggiungere
un intenso stato di armonia e bellezza. Per giungere a questo, egli deve saggiare
i propri impulsi spontanei nel crogiolo dell’anima, sino a purificarli dalla
brutalità inconscia; trasformando le materie dell’arte mediante un processo
creativo che è volto all’evoluzione ispirata, egli infine realizza un simbolo
pulsante che congiunge la Terra al Cielo. Questo è il compito dell’autentico
artista, che per primo beneficia dell’ispirazione, ed è il motivo per cui il
suo lavoro ha valore. E non ha importanza se innocentemente egli non conclama
la natura spirituale del proprio lavoro, anche se credo che oggi sia necessario
farlo per alimentare un nuovo e necessario Rinascimento; comunque, l’opera
ispirata e matura mostra il senso esoterico del colore, delle onde di forma e
del simbolo.
Da ciò si vede che lo
Spirituale nell’Arte non ha nulla di teologico, bensì è semplicemente la verità
profonda e matura che l’Arte deve essere in grado di manifestare, per potersi
definire tale.