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Mostra a Ferrara - 2011 |
L'arte, chiaramente in
molti gradi diversi, attualizza l'immaginazione creativa e la
riflessione dell'Anima, perché è da essa originata. Meister Eckart
ha detto che "quando l'anima desidera sperimentare qualcosa,
proietta davanti a sé un'immagine dell'esperienza e poi entra nella
propria immagine". Si comprende che questo è quello che fa
l'artista, e che le sue "immagini dell'esperienza" - se
determinate da un genuino influsso dell'anima - possono fornire
ispirazioni preziose.
Tuttavia devo dire che raramente i musei
trasmettono una nitida impressione espansiva, dato che risultano
eccessivamente confusionari sul profilo sensitivo, pur se mostrano
un'esposizione ben catalogata. Le opere sono collocate seguendo
percorsi intellettuali, che forniscono al visitatore una mole di
impressioni razionalmente coerenti, le quali risultano però slegate
e spesso contraddittorie riguardo all'ispirazione animica; inoltre
il flusso ben poco meditativo del pubblico veicola un forte
disorientamento.
Con una maggiore consapevolezza delle virtù
spirituali dell'arte, si potrebbero creare musei molto più intensi e
capaci di favorire la visione introspettiva e meditativa.
Recentemente alcuni musei, come il MART di Rovereto, hanno proposto
delle interessanti visite guidate impostate sull'arteterapia.
Si può osservare che un discorso simile vale anche per le esposizioni collettive temporanee, che presentano le opere di diversi autori. Se è vero che l'associazione collettiva degli artisti può esprimere una grande energia, anche sul profilo espositivo, ciò dovrebbe presupporre una comunione di sensibilità, di ricerca e di intenti che invece è spesso mancante. La difficoltà di esporre insieme alla poca accortezza dei curatori, danno spesso luogo a mostre confusionarie ed eterogenee, che abbassano il livello complessivo mortificando il talento degli artisti più consapevoli.