L'arte insegna all'uomo la responsabilita' della creazione.
Quando diventa una preghiera, la divinita' interiore e' risvegliata.

Satvat

lunedì 11 luglio 2016

Il ruggito del Genio

A proposito del Genio, che è il tema del mio nuovo libro LA PROVA DEL GENIO, vorrei condividere questo mio scritto.
LA PROVA DEL GENIO sara' disponibile dal 15 Luglio


Come fiera invisibile
Nel mistero selvaggio dell'anima
Il Genio è in agguato 
In fondo alla notte senza luna
Quando i vetri della ragione
Sono infranti.
Non puoi dubitare
Quando balza ruggendo
La voce del profondo
Quando spalanca gli occhi gialli
Nel lampo accecante della rivelazione
Quando ghermisce le gracili creature
Dell'illusione.
Il suo manto scuro
Struscia l'elettrica carezza
Risvegliando all'incendio
Che brucia nelle fauci
E l'anima intera si accende.
Nel cuore silenzioso della notte
Si ascolta la sua risata irriverente
Di bambino gioiosamente mai nato
Di pazzo unto di saggezza
Di maestro di perdizione
Custode del tesoro.
Se chiamato non risponde
Se cercato sta nascosto
Se sognato è una pericolosa illusione:
Il Genio è il cacciatore
Della coscienza addormentata.
Fatti preda e sii grato
Poiché quando il falso è divorato
Solo resta ciò che non muore
Dove trovi te stesso
Nella gioia senza più paura.

giovedì 30 giugno 2016

Operare con l'energia

Satvat - Volo di draghi, acrilico su tela
A differenza del modo usuale in cui l’arteterapia viene intesa, che individua nei fattori creativi dei dati significativi prevalentemente sul piano della rappresentazione, l’arteterapia evolutiva li riconosce maggiormente come dati energetici. La differenza è sostanziale. Se, ad esempio, leggiamo un disegno in modo prettamente rappresentativo, troveremo degli spunti utili ad elaborare un piano discorsivo che può risultare utile sotto il profilo diagnostico. Però così facendo non si coglie l’opportunità di sviluppare un lavoro terapeutico ed evolutivo che utilizzi propriamente il mezzo artistico. In altre parole, l’intendimento meramente rappresentativo dell’opera creativa può dare delle indicazioni sul lavoro da fare, ma non il mezzo per realizzarlo. Invece la comprensione energetica dei fattori creativi consente di operare con essi per avviare un processo alchemico che utilizza l’esperienza per trasformare integralmente la qualità dell’energia vitale, arricchendo sia il livello cognitivo che quello propriamente esistenziale.

L'artista che crea con piena immedesimazione nel flusso interiore, agisce non in modo simbolico bensi' con simboli viventi che portano la magia della trasformazione energetica. Questa e' la magia dell'arte. Ma e' chiaro che, affinche' questo avvenga, l'artista deve centrarsi nel punto sorgente dell'energia creativa che abitualmente resta offuscato dai meccanismi ripetitivi ed asfittici della sua storia personale. In altre parole, deve apprendere a meditare nell'operosita' creativa.

Inoltre l'artista deve essere in grado di riconoscere e dare il giusto valore alla sorgenza spontaneamente simbolica, dato che il suo riconoscimento radica l'energia al livello esistenziale dell'esperienza, da cui agiscono le correnti della trasformazione e della comprensione.

L'arteterapia evolutiva e' propriamente intesa ad indirizzare l'artista su questo orientamento.

giovedì 16 giugno 2016

Al centro dell'Essere

Satvat - Onde armoniche, acrilico su tela

Il pittore, come ogni altro artista, non puo' accontentarsi dell’ovvietà del visibile, perciò scende  nelle viscere della miniera interiore. Deve scavare a fondo e con totalita', sino a perdere la speranza; ma proprio a quel punto trova i colori dell’Anima che sgorgano da vene zampillanti. Allora, con stupore e soggezione, trasfonde quell’ispirazione nelle materie cromatiche che va a mescolare, cuocendole al fuoco del proprio cuore. Sa che solo così può creare davvero.

Tracciando con perfetta-imperfezione le linee vividamente colorate e flessuose, rotonde e pregnanti come il grembo della Vita, il pittore intende seguire il bandolo della matassa della Tessitrice che crea i mondi. Chiaramente è un percorso multidimensionale e d’inarrestabile metamorfosi; ed è anche un incantesimo che non si limita al gioco dell’astrazione creativa poiché, agendo tramite i poteri dell’Anima, risveglia il sentore della Sorgente da cui Tutto si origina. Ciò risuona con quanto è scritto nel Tao Te Ching: "Grande Via vuol dire movimento, e “in moto” significa che scorre, e “andando” intende che espandendosi ritorna alla sua Origine".

Cosi' la pittura si rende come musica per toccare il cuore attraverso l’occhio. State con me, osservate e ascoltate… Assaporate spensierati il flusso della pittura che eternamente si rigenera nel qui-e-ora. Come ha detto Paul Klee: “Buona è la formazione, cattiva è la forma, perché la forma è fine, è morte”. Quindi non preoccupatevi se non trovate appiglio per fissare lo sguardo, o un significato impietrito per nutrire la mente… il senso è proprio questo: evitare la morte e fluire con la Vita. 

Se avete fiducia e vi lasciate rapire, potete trovare ciò che trova ogni vero artista sia dell’arte che della vita: il passaporto per il grande viaggio, in noi stessi, qui-e-ora, al centro dell’Essere.

martedì 7 giugno 2016

Spazio-tempo e creazione

Satvat - Fabbrica di arcobaleni, acrilico su tela
William Blake scrisse: «Le ore della pazzia sono misurate dall’orologio; ma quelle della saggezza, nessun orologio può misurarle». Un aspetto significativo delle teorie quantistiche è quello della simultaneità, secondo cui Tutto si svolge nell’eterno presente. E’ dalla natura dualistica della mente che vengono codificati il tempo e lo spazio. Essi sono le coordinate illusorie dell’esperienza umana che è altrettanto illusoria, come è pure illusoria la stessa individualità umana separata dall’Uno, dato che Tutto quello che esiste è pura ed eterna Energia divina. Per questa illusorietà dello spazio-tempo, le particelle studiate dalla quantistica comunicano e si influenzano nel qui-e-ora, indifferenti alle distanze spaziali. Potremmo dire che l’Energia fluisce come un fiume perpetuo la cui acqua scorra in cerchio; osservando il corso di un’onda si ha l’impressione del moto temporale, ma in realtà l’Energia è immobile nella sua essenza immutevole, come il corpo fluido del fiume è sempre se stesso, senza inizio né fine. Due monaci zen, osservando una bandierina sventolante, discutevano se fosse la bandierina a muoversi, oppure il vento. Il maestro disse loro: «È la mente che si muove». L’idea della linea temporale porta a credere alla nascita e alla morte, mentre le antiche culture avevano una concezione circolare e ciclica del tempo che rispecchiava il ciclo perenne e rigenerativo delle stagioni. Però la scienza moderna ha rivalutato la visione del tempo circolare, elaborando anche la teoria dello spazio curvo dove il tempo e lo spazio arrivano a coincidere.

È esperienza comunemente condivisa che durante l’immersione nella creatività artistica salta l’ordinaria percezione del tempo e dello spazio; ci si trova effettivamente “altrove”, proprio perché si è occupati a creare. Il proencefalo abbassa la percezione del mondo circostante, che tende a scomparire. Anche le richieste del corpo perdono la presa sulla coscienza, e lo stesso avviene per la tormenta mentale. Inoltre trascorrono ore in un battito di ciglia appassionato. È rinfrancante. Più ci si lascia andare alla percezione concentrata, eppure dilatata, nel processo di creazione, cosa che avviene spontaneamente nei momenti ispirati, più ci si sente guidati da una forza misteriosa che supera la volontà e la limitatezza della capacità individuale dell’espressione, conducendo a esiti inaspettati e brillanti.

L’intento creativo va totalmente focalizzato nel presente, in un’attitudine comprensiva di conscio ed inconscio che è resa possibile solo dall’affidarsi alla risonanza intuitiva del cuore. Il vero artista non solo opera nel qui-e-ora, anche la sua percezione è attivata nell’adesso. Così il pittore vede e conosce quello che sta facendo mentre dipinge, lo scrittore legge e conosce quello che sta facendo mentre scrive, il musicista ascolta la sua musica mentre la compone o la suona, l’attore ascolta le sue parole e vive i suoi gesti mentre li esprime, lo scultore partecipa alle suggestioni della forma mentre la plasma.

In questo modo, la creazione artistica procede naturalmente come la crescita di una pianta le cui radici affondano nel Tutto e la cui fioritura è riccamente spontanea. A questo proposito, Shitao ha scritto che il pittore affinato «utilizza l’inchiostro come se l’opera fosse del tutto compiuta e maneggia il pennello come se non eseguisse nulla». Al contrario, quando l’artista si sforza a seguire un tracciato prestabilito verso una meta o si fa prendere dall’ansia del risultato, che sono controproducenti proiezioni sul futuro, egli nuoce gravemente alla qualità artistica e energetica dell’opera. Se invece egli si rende dipendente dal passato, si condanna ad una morta ripetizione che è afflitta da memorie non evolute. Per accedere al campo quantico e creare davvero, si deve uscire dal mondo, dal corpo e dal tempo, ed è quello che accade all’artista rapito dall’ispirazione. Egli è sorpreso dal flusso spontaneo dell’energia creativa, e la sorpresa è infatti un fattore importante della creazione quantistica. 

giovedì 26 maggio 2016

Gurdjieff e l'arte oggettiva



Gurdjieff individuava l’arte come un fattore saliente per lo sviluppo dell’intelligenza umana, in quanto può presentare agli uomini i dati che permettono loro di "prendere più o meno coscienza della loro reale individualità – unico mezzo per raggiungere il ricordo di sé, fattore assolutamente indispensabile per il processo di perfezionamento di sé"[1]. Tuttavia egli denunciava con spietatezza che la cultura moderna ne era generalmente incapace, poiché veniva prodotta da impulsi automatici e fantastici, privi di verità e quindi di valore; effettivamente le finzioni della mente e la prosopopea dell’io la rendono superflua e senza anima. 

L’insegnamento di questo Maestro caucasico – che si prodigò in Occidente per lo sviluppo armonioso dell’uomo allo scopo di far cristallizzare "nella sua presenza generale, secondo un procedimento conforme alle leggi, una energia di grande intensità che sola rende possibile un ulteriore lavoro su se stessi"[2] - chiariva che nello psichismo dell’essere umano, e tanto più drammaticamente nell’uomo moderno, si è prodotta un’anomalia di cui anche l’impostazione dell’arte ha risentito pesantemente, divenendo arbitraria e sterile. Tale anomalia consiste principalmente in una macroscopica attivazione della speculazione automatica ed associativa della mente, che si è disconnessa tanto dal sentimento che dall’istinto. Infatti accade che negli esseri umani "si sviluppi uno solo dei tre dati indipendenti indispensabili per acquisire una sana intelligenza, cioè il pensiero, che tende a prendere il primo posto nella loro individualità. Ora, come deve sapere ogni uomo capace di riflettere normalmente, senza il sentimento e senza l’istinto non si può costituire la vera comprensione accessibile all’uomo"[3]. Per sentimento può intendersi il riconoscimento emotivo che, di fronte a un oggetto o a una situazione, fa vibrare in modo appropriato le corde dell’anima, mentre l’istinto è in questo caso equivalente all’intuizione, ossia a quella facoltà sottile mediante la quale la coscienza dell’essere umano può attingere, in modo transpersonale, dal serbatoio della consapevolezza universale. L’atrofia del sentimento e dell’istinto azzera il naturale buonsenso, lasciando altresì la funzione meccanica del pensiero libera di espandersi artificiosamente con proiezioni che sono avulse da ogni riscontro realistico. 

In questo modo l’essere umano non è minimamente in grado di contemplare e vivere la realtà, trovandosi ingabbiato in una visione personalistica, eppure allineata con la mente massificata, che è falsata dalle credenze e dalle attitudini automatiche. La sua anima, le cui facoltà sono proprio il sentimento e l’istinto, viene così estromessa dalla sua vita ed egli è costretto in una schiavitù percettiva ed esistenziale, privato delle basi essenziali per poter sviluppare armonicamente il proprio potenziale. In tal modo, nell’uomo e quindi anche nelle sue produzioni artistiche, "tutto è solo esteriore. (…) Tutto non è che rumore, baccano e odore nauseabondo"[4], poiché sono state estromesse l’autenticità celebrativa e l’intuizione che ci rendono rispondenti al flusso vitale e creativo dell’Esistenza. Basta osservare come stiamo vivendo e l’estrema povertà dell’arte contemporanea, per vedere che questo autoinganno ha attualmente raggiunto un apice insostenibile, che corrode le basi della nostra stessa esistenza e della nostra cultura, rendendoci dimentichi di noi stessi quanto delle nostre autentiche facoltà ed aspirazioni. 
Copertina che ho realizzato per Spazio Interiore Edizioni
Anche nell’arte, che in larga misura si è conclamata concettuale, la mente sta spadroneggiando con le sue falsificazioni ignorando il sentimento e l’istinto che affondano nel grembo misterico della vita; resta una mostruosa pianta di plastica, un idolo impotente che troneggia nel deserto sterile della personalità. Gurdjieff ha chiarito la necessità di un’arte oggettiva, non personalistica e liberata dagli schemi automatici e artificiali, che sia sincronica alle leggi universali e per questo universalmente ispirativa.


Tratto dall'articolo di Satvat "L'arte e' reale solo quando IO SONO" su Oltre Confine n.10


[1] G. I. Gurdjieff – Incontri con uomini straordinari – Adelphi, 1981


[2] G. I. Gurdjieff – La vita reale – Libritalia 1997


[3] G. I. Gurdjieff – Incontri con uomini straordinari – Adelphi, 1981


[4] G. I Gurdjieff – Incontri con uomini straordinari – Adelphi, 1981

mercoledì 18 maggio 2016

La prova del Genio


E’ in via di pubblicazione il mio nuovo libro LA PROVA DEL GENIO, della collana di narrativa Peradam, che presenta i racconti:

Il trillo del diavolo.

Dove il giovane Niccolò Paganini incontra un maestro luciferino che gli impartisce i segreti del potere creativo.

Il demone di Redon.

Dove il pittore Odilon Redon affronta la sua più conturbante visione, che gli rivela la verità essenziale della vita portandolo a fiorire nel colore.

Le rose del Paradiso Terrestre.

Dove l’aura profetica di William Blake contagia un umile fabbro iniziandolo ai segreti dell’amore, della visione e dell’arte.

Le corna di Mosè.

Dove Michelangelo culmina la prova iniziatica che gli viene impartita dalla sua più enigmatica scultura.



Se posso dire che sempre il Genio mi è compagno di giochi e maestro nell’esplorazione creativa, imponendo il suo sigillo sui miei scritti, certamente da questo libro avventuroso divampa con forza inusitata la sua fiamma sfolgorante. Ritengo infatti che LA PROVA DEL GENIO sia il mio libro più schiettamente esoterico, e chiamando direttamente in causa il Genio non poteva che essere così. Perciò la sua scrittura mi ha stupito, stregato, provato e illuminato oltre il dicibile, provocando sincronicità impensabili e autentiche magie. Cosa che certamente non mancherà di fare con i lettori. Ma devo avvertirli: è un libro terribile, terribilmente affascinante e intenso, non è affatto un passatempo. Ed è terribilmente vero, anche se è scaturito dall’immaginazione; per dirla con Blake, «questo è un mondo di immaginazione e di visione», perciò non c’è da stupirsi.

Già scrivendo il primo racconto (non sapevo ancora che ne sarebbe venuto un libro) l’intuizione dello scrittore mi ha fortemente sedotto e messo sui sentieri della magia. Seguendo il filo dell’ispirazione, stavo ricamando la storia di un giovane violinista e, insieme agli altri elementi narrativi, ho inventato che da bambino egli era incorso in un’esperienza di morte apparente. Ad un certo punto del racconto, ho pensato fortemente, senza poterne dubitare, che il protagonista fosse Niccolò Paganini, nonostante io non conoscessi affatto la vita del famoso violinista. Solo a lavoro ultimato, per non essere condizionato dai dati storici, mi sono doverosamente documentato sulla vita di Paganini e, insieme ad altre significative corrispondenze con il mio scritto, ho scoperto che l’artista fu realmente dichiarato morto all’età di sei anni e tornò in vita mentre lo stavano seppellendo. 

Tale incredibile corrispondenza non mi ha sconvolto più di tanto, dato che molte volte, nel corso dell’esplorazione creativa, sono incorso in mirabolanti sincronicità; e certamente lo stesso avviene a molti artisti, essendo l’arte un esercizio, più o meno conscio, di veggenza. Margherite Yourcenar, ad esempio, ha raccontato la sua esperienza su questo in “Giochi di specchi e fuochi fatui”[1]. Però devo dire che, nell’intera scrittura de LA PROVA DEL GENIO, lo straordinario ha condotto lo sviluppo narrativo, intessendo una serie di racconti misterici con i fili sapienti dell’intuizione. Il tutto grazie a delle guide importanti (Paganini, Redon, Blake e Michelangelo) che hanno rivelato i segreti della loro arte e della loro ricerca tramite gli influssi immaginifici del magico Peradam. Gli aspetti storici delle loro vicende, seppure interconnessi in modo credibile con la narrazione, risultano secondari rispetto al tracciato mitico che è volto ad evocare la virtù della rivelazione. Infatti, essendo condotti dal fuoco esoterico del Genio, l’arte e gli artisti superano il piano contingente e storico per mostrare qualcosa di universale e trascendente.




[1]  M. Youcenar, nel libro Il Tempo, grande scultore – Einaudi, 1985

venerdì 6 maggio 2016

Le avventure di Putifarre

Spazio Interiore Edizioni pubblicherà il mio nuovo libro di favole, provvisoriamente intitolato Le avventure di Putifarre. Putifarre e' un diavoletto dei bambini (mentre scrivevo pensavo a una sorta di nipotino del Belzebu' Gurdjeffiano) che con la scoperta dell'amore e della creativita' puo' elaborare il suo temperamento ombroso e quindi evolvere nel corso di magiche avventure che sono simboliche delle occasioni di crescita e comprensione che si incontrano nella vita.


Ho molto scritto per stimolare la mia comprensione e quella del pubblico adulto, ma e' questa la prima volta in cui mi sono dedicato a scrivere per il pubblico infantile, in particolare dai quattro ai dieci anni di eta' (ma la fantasia non ha, per fortuna, degli ambiti prestabiliti, cosicche' anche l'adulto puo' gioirne). Ringrazio la mia nipotina Gaia per avermi ispirato a intraprendere, nell'invenzione creativa, questa nuova e feconda direzione. La rispondenza e l'immediatezza immaginativa dei bambini sono straordinarie, e scrivere delle storie per loro porta in luce una meravigliosa purezza. Purtroppo l'odierna letteratura per l'infanzia mostra una sconcertante banalita' che non risponde affatto alle spontanee esigenze delle loro anime in formazione. Proprio per questo, mi sono impegnato a scrivere per la mia nipotina delle storie ispirative che trattassero dei temi importanti e simbolici, ovviamente nel modo che i bambini possono facilmente apprezzare ed assimilare con divertimento.
E' poi accaduto che le mie storie sono state lette a parecchi bambini di sette anni, in occasione di alcuni campi scuola, e la loro risposta a dir poco entusiastica, insieme ai complimenti degli educatori, mi ha vivamente incoraggiato a pubblicarle. Putifarre e' stato senza dubbio il personaggio piu' amato delle mie favole, e le sue storie sono state le piu' partecipate; cio' e' comprensibile, perche' questo diavoletto, contraddittorio ma in fondo innocente, risponde alle domande e alle possibili confusioni dell'anima infantile sulla Via dell'evoluzione.


Le due storie del libro Le avventure di Putifarre parlano dell’integrazione dell’Ombra, del valore della creatività, dell’elaborazione cosciente dei conflitti, della spontanea saggezza del gioco, della forza dell’amore, dell'arte della guarigione, del rispetto per gli animali, dell’accettazione di sé, dell'importanza di una alimentazione sana, della miseria del possesso, della gioia della condivisione, del significato delle prove esistenziali, del vuoto, della trasformazione interiore, e di tante altre cose esistenzialmente significative che i bambini hanno mostrato di poter accogliere ed elaborare in modo gioioso e magnificamente sensibile.



Ho dedicato una particolare attenzione nella cura delle illustrazioni, che sono studiate per stimolare l’immaginazione e l’impulso creativo dei bambini. Intonandosi alla focalizzazione dell’attenzione che è caratteristica dell’età infantile, i disegni sono sintetici e aperti allo sviluppo immaginativo; ho reso i contorni con delle sbavature per evitare la definizione bloccante, in modo da favorire l’intervento creativo dei ragazzi. Infatti le illustrazioni sono lasciate in bianco e nero per invitare i piccoli lettori a divertirsi nel colorarle, partecipando cosi' a rendere piu' vivo il racconto.

La pubblicazione di questo mio libro dedicato ai bambini, che saranno le donne e gli uomini di domani, e' per me una grande gioia, e mi auguro che possa innaffiare i semi di comprensione che essi portano, dentro loro stessi, nella vita.